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Conto economico

Conto economico, cos'è il conto economico? migliorare il conto economico? componenti positivi e negativi
Pasquale Stefanizzi
Pasquale Stefanizzi

Esperto in Rapporti
Banca-Impresa & Crowdfunding

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Conto economico! Le domande classiche sono: cos’è il conto economico? come si può migliorare il conto economico? Quali sono i componenti positivi e negativi di reddito?

In questo post, partendo da “cos’è il conto economico” e da quali siano i componenti positivi e negativi di reddito, cercherò di spiegare a me stesso se le attività messe in campo dal Governo possano essere efficaci nel miglioramento del conto economico 2020.

Cos’è il conto economico

Il conto economico è il prospetto che integra e completa il bilancio d’esercizio.

All’interno del conto economico confluiscono le operazioni che, nel corso dell’esercizio di riferimento, hanno contribuito a determinare il risultato economico.

E’ utilizzato per comprendere la capacità dell’impresa di generare profitto e remunerare tutti gli attori che hanno investito al suo interno.

Così com’è stato spiegato nel post relativo al ROE ed alla sua scomposizione, grazie all’agire dell’impresa devono ottenere un ritorno economico: clienti, dipendenti, fornitori, Stato, banche e investitori!

Obiettivo dell’impresa è perdurare nel tempo e per farlo dovrà cercare di ottenere un profitto che sia coerente con le necessità. Compito del conto economico e far emergere queste necessità.

Se l’impresa avrà, nel corso dell’esercizio, compreso le esigenze del mercato e svolto al meglio il suo lavoro allora il risultato che ne seguirà sarà positivo (Ricavi > Costi ==> UTILE). Altrimenti, sarà negativo (Ricavi < Costi ==> PERDITA).

Tecnicamente, il risultato lordo d’esercizio è ottenuto dalla differenza fra i ricavi e i costi dell’esercizio (tanto della gestione caratteristica, quanto di quella extracaratteristica).

Esso rappresenta il risultato civilistico ante imposte, le quali potranno essere in tutte le forme: correnti, differite, anticipate, in ogni caso, determinate sulla base delle disposizioni in materia fiscale.

E’ importante che le modalità attraverso le quali si sia formato il reddito d’esercizio venga specificatamente indicato in nota integrativa e nella relazione sulla gestione.

Conto economico: componenti positivi e negativi di reddito

Il risultato d’esercizio è la differenza tra componenti positivi e negativi.

I componenti positivi possono, al pari di quelli negativi, appartenere a tutte le aree della gestione (sia caratteristica, sia extracaratteristica).

Componenti positivi e negativi di reddito

L’impresa, quindi, potrà ottenere ricavi da:

  • produzione e vendita dei propri prodotti e servizi (com’è più naturale che accada),
  • gestioni collaterali (per esempio un’azienda che vende online vino e poi ottiene anche introiti dalla pubblicità fatta sul proprio sito di altre aziende – es. marmellate-),
  • attività finanziarie (pensate a quegli imprenditori che sono abili con i derivati finanziari, ne ho conosciuto uno che faceva più soldi con gli swap di valuta che con la sua attività),
  • attività straordinarie (per esempio derivanti dalla gestione dei beni immobiliari).
Fonte

I componenti negativi di reddito sono tutti quegli elementi che consentono all’impresa di generare i ricavi e poi, si spera, i profitti. Anche in questo caso saranno ascivibili alle diverse gestioni:

  • caratteristica (acquisto di beni e servizi, noleggi, affitti, personale dipendente, ecc.)
  • finanziaria (interessi passivi per l’uso del capitale ottenuto in prestito),
  • fiscale (imposte).

Conto economico: da cos’è a come può essere migliorato – CE 2020

Nelle sezioni precedenti non vi ho scientemente parlato di come il Governo italiano ha deciso di aiutare a migliorare il conto economico del bilancio 2020 delle imprese.

Il conto economico 2020 può essere migliorato per effetto della sospensione delle quote di ammortamento! Ottimo direbbe qualcuno… mah?! Qualche dubbio ce l’ho!

Nei commi 7-bis a 7-quinquies dell’articolo 60 della Legge n. 126 del 13 ottobre 2020, legge di conversione del Decreto Legge 104/2020, è stata introdotta la facoltà di deroga alla norma dell’articolo 2426, primo comma, n. 2 in materia di ammortamento annuo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali.

Per consentire una riduzione dei costi fissi dell’impresa, derivanti dall’inutilizzo degli impianti, attrezzature, software, ecc. (tutte le immobilizzazioni materiali ed immateriali), e quindi un incremento del risultato d’esercizio (in verità per contenere le perdite del 2020) è stata offerta la predetta opportunità.

Il male è evidente sia il COVID che ha immobilizzato (e per certi versi continua a farlo) l’intera nazione produttiva, la logica è quella per cui le imprese non abbiano potuto utilizzare la struttura e l’infrastruttura aziendale e quindi possano fare a meno di caricare sul conto economico 2020 l’impatto in termini di ammortamento.

Più in particolare ciò è consentito:

  • per le imprese che non adottano i principi contabili internazionali (soggetti No IAS),
  • con esercizio apri all’anno solare,
  • di non imputare totalmente o parzialmente le quote di ammortamento di competenza dell’anno 2020.

Un pò come la moratoria delle rate di un piano di ammortamento finanziario, è stato pensato di allungare la vita utile di ogni bene di 1 anno!

Efficacia della norma sulla sospensione delle quote di ammortamento

Non tutto è oro quello che luccica però… ci possono essere beni la cui vita utile sia stabilita per contratto o per necessità tecniche, a quel punto negli esercizi successivi sarà necessario aumentare le quote di ammortamento (primo boomerang).

Ciò su cui ci si deve interrogare riguardo l’efficacia della norma è “perché tutto questo”? Per migliorare il risultato d’esercizio e consentire alle imprese di continuare a incrementare gli affidamenti bancari, peggiorare la posizione finanziaria netta e incrementare il loro debito!

Chi ha a che fare con le banche sa però che la grandezza da queste considerate nel calcolo del rating è il MOL, nel cui interno non entrano ammortamenti ed accantonamenti, quindi?! Nessun risultato raggiunto (secondo boomerang).

Mi chiedo ancora basterà la facoltà concessa di contenere le quote di ammortamento?

Il credito di fornitura non si deteriorerà? Non saremo più soggetti a mancati incassi per difficoltà del sistema produttivo? Non dovremmo svalutare i crediti?

Se l’impresa detiene partecipazioni in altre imprese coinvolte nella pandemia, non bisognerà svalutare anche quelle?

Per non parlare dei magazzini, delle merci invendute ma soprattutto delle merci che dovranno essere distrutte! Pensate alle imprese della ristorazione e a bar e pasticcerie, chiusi nel periodo dei ponti primaverili e di pasqua! Quanta merce è stata buttata? Quante svalutazioni dovranno fare nei propri magazzini?

Insomma… basterà non contabilizzare le quote di ammortamento per migliorare il conto economico 2020?

Se l’impresa dovesse chiudere in perdita e se il suo ammotare dovesse essere superiore al capitale potrà non ricostituirlo! Allora che senso ha posticipare le quote di ammortamento?

Insomma, se per migliorare lo Stato Patrimoniale il Governo ha offerto una grande opportunità alle imprese: rivalutazione dei cespiti; lo stesso non si può dire per il miglioramento del Conto Economico ma qui le mani effettivamente sono legate e non si può fare una colpa a nessuno!

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