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Derivati finanziari

derivati finanziari
Pasquale Stefanizzi
Pasquale Stefanizzi

Esperto in Rapporti
Banca-Impresa & Crowdfunding

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Gli strumenti derivati o derivati finanziari rappresentano un argomento rovente, un pò come il clima che sta infuocando il Salento in questi giorni!

Che cosa sono i derivati

I derivati finanziari sono strumenti non originali. Non esistono di per sé, esistono perché collegati ad un altro strumento finanziario principale, tecnicamente definito sottostante.

I derivati sono nati per offrire un servizio all’imprenditore che non voleva correre uno specifico rischio e si “cautelava” investendo delle risorse nel loro acquisto.

Per analogia, potremmo pensarli come una polizza assicurativa.  Alcune tipologie di derivati possono essere utilizzati proprio per coprire specifici rischi (per esempio su commodities).

Si caratterizzano poi per la cd “leva finanziaria”, ossia per il fatto che, pur investendo una modica cifra, è possibile muovere enormi controvalori.

Per questo motivo, i derivati sono considerati “strumenti complessi” presentando quindi gradi di rischio, nelle loro negoziazzioni, ben più elevati dei prodotti finanziari originari.

Per questo motivo, prima del loro utilizzo, andrebbe fatta un’adeguata “educazione finanziaria“.

Sono negoziati sia nei mercati regolamentati sia nei mercati OTC (over the counter) o fuori borsa, il rischio di quest’ultimi è il più elevato di tutti!

Non sono però solo “negativi”, i derivati sono nati per contenere il rischio finanziario di un portafoglio, agevolando la c.d. finalità di copertura o hedging.

Derivati finanziari – guida rapida con esempi

Se volessi acquistare 1.000.000 di azioni dell’azienda DELTA avrei bisogno di tanti soldi, posso però comprare una call su DELTA con una determinata scadenza e il cui controvalore sia la cifra da me indicata investendo però 1/10 o 1/100 del valore stesso! Tutto questo è splendido… però…

E’ evidente che otterrei i risultati non sull’investimento effettuato (1/10 o 1/100 di € 1.000.000) ma sulla cifra che sto muovendo.

Tanto più la leva finanziaria è elevata tanto più è rischioso il derivato finanziario perché può portarmi ad un risultato eccezionalmente positivo o eccezionalmente negativo.

I derivati servono a leva finanziaria proprio per servire all’obiettivo iniziale: coprirsi da un determinato rischio.

Per esempio, se avessi un’esposizione futura in ¥ ma per mestiere facessi l’imprenditore, allora potrei fissare ad oggi il valore del cambio €/¥ in modo che qualunque variazione dovesse subire io non perderei e non guadagnerei dal cambio ma dall’attività d’impresa!

Per esempio è possibile sottoscrivere uno strumento derivato di copertura a fronte di un contratto di finanziamento a M/L termine con una banca, con l’obiettivo di “scambiare” un tasso di interesse variabile in fisso o viceversa, cercando di contenere il rischio di aumento dei tassi.

Come possono essere utilizzati in finanza?

Purtroppo però i derivati finanziari, benché siano nati con motivazioni valide e conservative, sono stati utilizzati per speculazioni finanziarie tanto da costringere il legislatore ad inserire il loro effetto in bilancio e tra gli strumenti segnalati in centrale rischi.

Se un’impresa detiene un derivato, questo potrà sconvolgere il proprio equilibrio e, addirittura, determinare la crisi dell’impresa!

Un esempio di utilizzo speculativo dei derivati consiste nello sfruttamento di un temporaneo disallineamento tra l’andamento del prezzo del derivato e quello del sottostante.

Alla lunga (ovvero alla scadenza) i due prezzi dovranno coincidere, si potrà quindi vendere lo strumento sopravvalutato e acquistare quello sottovalutato, ottenendo così un capital gain!

La loro valorizzazione potrà quindi aumentare o ridurre il patrimonio dell’impresa altro che marketing! E questo è un problema… buona visione…

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