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Le componenti del rischio di credito sono diverse e tutte molto importanti.

La scorsa settimana abbiamo affrontato il tema del rischio di credito, in termini generali.

Il rischio di credito influenza anche il pricing. Più elevato è il rischio di credito, più elevato sarà il tasso di interesse richiesto dalla banca che concede il finanziamento come compenso per la maggiore esposizione a tale rischio.

E’ fondamentale però per l’imprenditore conoscere le componenti del rischio di credito affinché possa aiutare la banca a farsi concedere i finanziamenti.

Le banche cercano di contenere il rischio di credito attraverso una precisa valutazione della solvibilità e dell’affidabilità di chi richiede un prestito, oppure concedendo prestiti assistiti da garanzie, o costituendo dei fondi di recupero crediti. 

Di seguito una disamina di ciascuna delle componenti:

EAD (exposure at default)

E’ l’importo dell’esposizione che la banca si troverà ad avere nei confronti di un determinato cliente nel momento in cui si verificherà il default.

MATURITY – rischio di credito

E’ la possibile perdita per l’evoluzione del merito di credito di una impresa cui sia stato attribuito un certo rating e concesso un prestito a tasso fisso rinegoziabile.

PD (Probability Default) – rischio di credito

E’ la probabilità che una controparte vada in default. L’intervallo temporale di validità considerato dall’autorità di vigilanza è di 12 mesi. Più è bassa la PD, più elevata è la classe di rating.

LGD (Loss Given Default)

E’ una stima % della perdita in caso di default. Il valore di questo indicatore è fortemente correlato alla natura del finanziamento ed alle garanzie.

LGD = 1-RR con RR il tasso di recupero del credito che è condizionato dalla quantità e dalla qualità delle garanzie!

Per affrontare al meglio il rischio di credito è necessario effettuare spesso alcune indagini! Il suggerimento è il monitoraggio del proprio bilancio e della propria centrale rischi.