Finanza d'impresa & Formazione

5 cose da NON FARE per una campagna di equity crowdfunding

5 cose da NON FARE per una campagna di equity crowdfunding
Pasquale Stefanizzi
Pasquale Stefanizzi

Esperto in Rapporti
Banca-Impresa & Crowdfunding

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Le 5 cose da NON FARE per una campagna di equity crowdfunding indicano che l’impresa non è impossibile né troppo facile.

Non basta affidarsi alla sicurezza di avere un buon progetto di business e credere nel destino per riuscire a raggiungere un obiettivo come questo.

Nonostante la bontà di un’idea, ci sono campagne di crowdfunding destinate a fallire per degli errori che si commettono sia in fase di preparazione che in fase di esecuzione, e che finiscono per compromettere completamente la campagna.

L’equity crowdfunding si è sempre più imposto come uno degli strumenti più efficaci di finanziamento alternativo per le startup.

Come ogni strumento ha la necessità di essere conosciuto a fondo e utilizzato nel modo corretto per esplicare tutte le sue possibilità.

Vediamo insieme quali sono gli errori più comuni (e più gravi) che vengono commessi dalle startup impegnate nel crowdfunding: conoscerli ci aiuterà a evitarli.

1. Non creare una strategia di marketing prima del lancio

Il successo di una campagna di crowdfunding inizia molto prima dell’inizio della campagna stessa: pensare di limitarsi a proporre il tuo progetto su una piattaforma sia sufficiente per attirare i finanziatori è un grave errore.

Questa è la prima regola delle 5 cose da NON FARE per una campagna di equity crowdfunding!

Devi invece preparare un’accurata strategia di marketing, digitale e non, nei mesi precedenti alla campagna, conoscere la tua community e scegliere i canali più adatti per la comunicazione.

Inoltre, se la tua startup non ha già una community che la segue, lanciarsi “senza rete” in una campagna di crowdfunding potrebbe non essere sufficiente per crearne una.

In questo caso dovresti iniziare prima della campagna a farti conoscere dal pubblico, utilizzando i canali social e tutte le forme di comunicazione più adatte allo scopo.

2. Comunicare il focus in modo errato

Abbiamo detto come non basti una buona idea per un crowdfunding di successo: molto spesso, soprattutto se il progetto della tua startup rientra nelle tecnologie altamente innovative, la tentazione può essere di procedere con descrizioni particolarmente approfondite e condite di tecnicismi incomprensibili ai più.

Questo è un errore grave, perché invece di attirare gli investitori, si rischia di confonderli e spingerli a non investire. 

Comunicare il focus è di importanza capitale: bisogna essere in grado di convincere un potenziale investitore della bontà del nostro progetto in un tempo breve, al massimo tre minuti, utilizzando tutti quegli strumenti che permettono di essere incisivi e sintetici nello stesso tempo.

Il crowdfunding si rivolge spesso ai dei neofiti della finanza, che hanno deciso di investire una cifra contenuta e che non hanno alcun interesse a capire come si svolgerà, nei minimi dettagli, un progetto di business.

Il loro obiettivo è la redditività: e se vengono convinti rapidamente e in modo efficace che un progetto è buono e quindi redditizio, saranno altrettanto pronti ad aprire il portafoglio.

3. Concentrarsi troppo sui numeri

Una società già affermata può presentare agli investitori tutta una serie di dati contabili che servono a mostrare la solidità della società stessa: questo però difficilmente può avvenire con una startup.

Infatti, se sei alla guida di una società giovane, non potrai disporre di “numeri” tali da rassicurare e convincere gli investitori: dovrai invece puntare su altri aspetti da valorizzare.

Per fare questo devi partire da un dato di fatto: chi sceglie di investire in una startup spesso lo fa guidato non solo dal “calcolo”, ma da anche da una forma di empatia verso il progetto che viene presentato e la startup stessa.

Questa è la terza regola delle 5 cose da NON FARE per una campagna di equity crowdfunding!

Per questo devi riuscire a mettere in luce quelli che sono i punti di forza del tuo business, come per esempio un brevetto tecnologicamente avanzato, oppure una partnership di pregio, con imprese già affermate o ancora la fiducia ricevuta da un investitore professionale come un Business Angel oltre alla validazione della tua idea.

4. Puntare troppo in alto

Un errore che può essere molto grave è quello di puntare a un obiettivo finanziario fuori misura: nel momento in cui si decide di lanciare una campagna di crowdfunding, è necessario commisurare il goal a quello che è lo stadio di sviluppo della società.

Non bisogna avere fretta in questa fase: infatti è importante capire se, in caso di successo e di validazione in senso positivo del progetto, sia possibile ricorrere a un secondo round di finanziamento, possibilmente in tempi brevi. 

Riuscire a ottenere un risultato positivo con un obiettivo finanziario corretto è un ottimo biglietto da visita non solo per un successivo round di finanziamento, ma anche per “presentarsi” a soggetti come i Business Angel e i Venture Capital, che molto possono fare per il finanziamento di una startup.

5. Pensare solo all’obiettivo economico

Il raggiungimento del goal finanziario è l’obiettivo primario di una campagna di equity crowdfunding, ma altrettanto importante è l’obiettivo secondario di questo tipo di strumento, cioè la creazione di un rapporto di comunicazione e di fiducia con la community che ha seguito e supportato il progetto.

Un crowdfunding non finisce con la raccolta di fondi, ma deve continuare con una continua comunicazione con i sostenitori: questo aumenterà la fiducia nel brand e sarà un ottimo viatico in caso di un nuovo round di finanziamento oppure di un nuovo progetto da lanciare.

Abbiamo visto alcuni degli errori che possono portare al fallimento di una campagna di startup: cosa ne pensi?

Secondo te ci sono altri comportamenti da evitare?

Attendiamo un tuo commento

Questo contributo è stato gentilmente offerto al blog “A scuola d’impresa” da parte di Dante Fenice di Startup vincente!

Dante Fenice di Startup vincente!

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