Acquacoltura sostenibile? 1 acquacoltura biologica

Acquacoltura sostenibile acquacoltura biologica rating ESG

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Acquacoltura sostenibile? Si può fare, partendo dal 1° passo verso l’acquacoltura biologica. Abbiamo parlato di questi due importanti traguardi, sostenibilità e biologicità, per il settore nell’intervista di oggi.

Un’intervista fatta alla Reho mare, primo allevamento di pesci biologico in Italia, dalla quale è emersa subito una chiara e importante visione aziendale (fondamenta del management aziendale).

La visione aziendale è infatti l’elemento di base per poter condurre egregiamente la propria impresa verso il successo.

Ho voluto passare in rassegna l’attività di acquacoltura in italia perché mi è sembrato interessante e fuori dai soliti schemi. Spesso infatti ci si focalizza sulla digitalizzazione, sulla virtualizzazione dimenticando che ci sono attività del settore primario che meritano interesse e attenzione.

Tipi di acquacoltura

Gli allevamenti si distinguono in acquacoltura intensiva e acquacoltura estensiva a seconda dell’intervento umano.

Intensivo – Nell’allevamento intensivo la somministrazione di alimentazione avviene da parte dell’uomo. L’allevamento intensivo è stato realizzato, in passato, per lo più sulla terra ferma, scavando delle vasche e cementificando la costa. Di recente, proprio grazie la Reho mare, si è diffuso l’allevamento InMare utilizzando gabbie di polietilene. In questo modo si riducono notevolmente l’immissione in acqua di cibo non consumato e deiezioni dei pesci che può portare alla crescita di alghe.

Estensivo – Nell’allevamento estensivo vi è un maggiore utilizzo di spazio in acqua, per cui vi è un maggior reciclo delle acque. L’intervento umano si limita alla “semina” dei pesci al controllo dei flussi d’acqua.

Acquacoltura sostenibile: acquacoltura biologica e rating ESG… il caso Reho mare srl

Il caso di oggi è quello della Reho mare srl posizionata nel mare del Salento e, più in particolare, nel mare di Torre Suda, a sud di Gallipoli. La Reho mare srl è condotta dal dott. Aldo Reho.

L’allevamento di orate, spigole e, per la prima volta, di ombriene avviene nel massimo rispetto del mare, del territorio e della popolazione locale.

Le acquacolture sono delle attività importanti per consentire il ripopolamento naturale del mare, che è ciò che sta avvenendo proprio in prossimità dello stabilimento del mare di Racale.

La Reho mare è attiva, sotto l’aspetto sociale, anche attraverso visite guidate di scuole primarie e secondarie che abbiano l’interesse ad approfondire l’argomento della pesca e, più in generale, del rispetto del mare.

Il marchio InMare di Reho mare srl

Impianto acquacoltura di Gallipoli

Il dott. Reho ci ha raccontato di quanto sia importante non soggiacere alla volontà della grande distribuzione organizzata. Nella sua visione imprenditoriale, da sempre, ha inteso creare un marchio prorpio che potesse riconoscere in modo incontrovertibile il suo pesce.

La Reho mare opera e vende esclusivamente col marchio InMare, col quale “marchia” tutti il suo pescato, questo ha rappresentato un elevato investimento che però sta offrendo importanti riconoscimenti.

Rating ESG: tra innovazione e sostenibilità

Riprendendo la materia del rating esg e dell’innovazione, il dott. Reho ci ha raccontanto che la sostenibilità si conquista anche e soprattutto attraverso l’innovazione e la diversificazione.

La Reho mare benché abbia operato importanti investimenti, in tempi non sospetti, in cespiti aziendali di elevato valore e li abbia parcheggiati in attesa che il mercato si portasse in linea con la propria visione aziendale adesso sta riscuotendo il successo che merita attraverso un’oculata diversificazione di prodotto.

Il rating ESG si conquista a piccoli passi, dall’assessment alla definizione di una strategia sino all’implementazione delle attività.

L’interpretazione della Reho mare è sembrata in linea proprio con questi assunti.

Tracciare il passo verso il raggiungimento del rating ESG, così importante per intermediari finanziari ed operatori economici, attraverso l’inversione delle attività è fondamentale per un raggiungimento concreto degli interessi di tutti.

Molto spesso infatti si parte dalla volontà di ragginungere una certificazione per operare quanto necessario, l’inversione ovvero il raggiungimento di importanti traguardi di sostenibilità ambientale, sociale ed organizzativa fanno sì che l’ottenimento della certificazione sia solo la naturale conseguenza!

reho mare
Pasquale Stefanizzi
Pasquale Stefanizzi

Esperto in Rapporti
Banca-Impresa & Crowdfunding

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