ZES – Zone Economiche Speciali: cosa manca per migliorarle in 2 punti

ZES - Zone Economiche Speciali

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ZES – Zone Economiche Speciali: cosa manca per migliorarle in 2 punti. Lettera aperta ai commissari straordinari.

Le ipotesi che offrirò in questa lettera aperta ai commissari straordinari delle ZES italiane è frutto dell’esperienza e del lavoro svolto quotidianamente in qualità di consulente finanziario d’impresa.

Le Zone Economiche Speciali rappresentano una fondamentale opportunità offerta al Sud d’Italia per il proprio sviluppo.

Benché siano nate per attrarre nuovi investimenti, possono diventare volano per l’intensificazione degli investimenti produttivi delle PMI nazionali.

Anzi, a mio modesto avviso, devono rappresentare soprattutto questo perché, mentre una multinazionale investe dove c’è convenienza (a 360°), un’impresa radicata sul territorio investe per migliorare se stessa contestualizzata nel territorio dov’è nata, dove opera e dove (soprattutto) immagina di rimanere.

Non vi tedio sul cosa siano, a cosa servano, quali siano i vantaggi, quali siano le novità del 2022, ecc., ecc., per approfondire questi punti vi lascio dei link interessanti ed un video rappresentativo:

Vado dritto al punto, ovvero ZES – Zone Economiche Speciali: cosa manca per migliorarle?

ZES – Zone Economiche Speciali: cosa manca per migliorarle? La gamba finanziaria

Sono state previste importanti agevolazioni amministrative e fiscali per le ZES ma ciò che manca è una gamba finanziaria per l’applicabilità completa del progetto.

Mi spiego, se a investire in una ZES fosse una multinazionale, avrebbe sicuramente l’organizzazione finanziaria per affrontare al meglio l’investimento e ad ottenere gli importanti riconoscimenti in termini agevolativi. Se, invece, ad investire fosse una PMI nazionale, una tipica PMI poco managerializzata fortemente legata però al territorio allora le ipotesi di finanziamento sarebbero (ci piaccia o no) legate al sistema bancario. In proporzioni diverse, a seconda della patrimonializzazione dell’impresa che volesse investire, ma pur sempre in sinergia col sistema bancario.

A questo punto bisognerebbe fare una riflessione legata all’entità degli investimenti. Nelle ZES gli investimenti previsti non saranno banali, ci si attende investimenti dall’entità elevata considerata l’importanza che questo istituto rivestirà nel miglioramento del sistema industriale e produttivo.

Di fronte ad investimenti dall’entità importante, le imprese potranno autonomamente rivolgersi al sistema bancario per l’ausilio negli investimenti? A mio parere no! Ed è questo che manca perché l’intero impianto possa funzionare.

Zone Economiche Speciali: cosa manca per migliorarle? Le ipotesi finanziarie

Sono aree geografiche designate dai governi con lo scopo di attrarre investimenti stranieri e promuovere lo sviluppo economico.

In queste zone, le aziende possono godere di incentivi fiscali, agevolazioni amministrative, e infrastrutture dedicate, come ad esempio porti, aeroporti e zone franche.

In Italia sono già state istituite (ad esempio Taranto, Brindisi e Trieste), con l’obiettivo di stimolare la crescita economica di queste aree. Inoltre, anche in Cina ce n’è in numero elevato.

Qui hanno svolto un ruolo importante nella trasformazione economica del paese negli ultimi decenni.

Le ZES rappresentano dunque uno strumento utile per promuovere lo sviluppo economico delle regioni e attrarre investimenti.

L’importanza rivestita da queste zone è elevata al pari dei poteri offerti ai Commissari Straordinari, personalità di elevato spessore, i quali sono custodi di onori ed oneri, ovvero la possibilità di poter diventare protagonisti di un importante cambiamento ma soprattutto far avviare la scintilla del motore del cambiamento!

Il cambiamento deve essere radicale per un’innovazione strategica delle nostre imprese anche e soprattutto negli assetti finanziari.

I commissari, attraverso il proprio potere magari in sinergia tra loro, potrebbero avviare un tavolo tecnico per la creazione di strumenti di finanza di mercato e, ove di debito, magari garantiti dallo Stato attraverso il fondo di garanzia.

Chiaramente l’entità degli investimenti dovrebbe diventare l’elemento per discernere gli strumenti utilizzabili.

Le ZES potrebbero così rappresentare un modo per dare spessore finanziario e patrimoniale al sistema delle PMI italiane, attraverso un’interlocuzione con CDP Equity per il rafforzamento del capitale di rischio ma anche con CDP emissioni obbligazionarie per un tendenziale aggiornamento alle logiche di mercato degli ambiti finanziari d’impresa.

Le 2 ipotesi finanziarie potrebbero contribuire ad innovare non solo tecnologicamente ed industrialmente il Paese ma anche finanziariamente.

Immaginerei quindi

  1. fondo di Private Equity denominato CDP ZES Private Equity
  2. un Basket Bond ZES

chiaramente in entrambe le circostanze a condizioni di mercato, senza favoritismi per intenderci.

Imprese meritorie di supporto (tanto nel capitale di rischio, quanto nel capitale di debito) farebbero il percorso previsto ma con l’intensità e la velocità che l’istituto offre.

Ho tenuto a sottolineare che il tutto dovrebbe avvenire secondo uno schema finanziario prestabilito e soprattutto in linea con le attese del mercato semplicemente perché il merito dovrebbe prendere il sopravvento su tutto.

Finanziare in area ZES un’impresa incapace di poter perdurare nel tempo farebbe perdere tempo e risorse a tutti, non solo ai commissari ma soprattutto al Paese!

Offrire però un supporto finanziario ben definito aiuterebbe notevolmente le imprese interessate ad avviare importanti investimenti perché le affrancherebbe dal dover ricercare soluzioni diverse e, magari, difficili con un interlocutore (il sistema bancario) che probabilmente non è pronto a prendersi carico di così importanti (nell’ammontare) investimenti previsti.

La standardizzazione del processo finanziario degli investimenti, al pari di quanto il legislatore ha pensato per gli aspetti amministrativi e procedurali, darebbe struttura e certezza agli imprenditori interessati a contribuire al miglioramento produttivo del Paese.

Pasquale Stefanizzi

FAQ – Zone Economiche Speciali

Qual è la normativa riguardante le ZES?

La normativa riguardante le Zone Economiche Speciali è molteplice:
– decreto-legge n. 91/2017 e s.m.i. (artt. 4 e ss.), che prevede e regolamenta la possibilità di istituirle nelle aree delle regioni individuate come “meno sviluppate” ed “in transizione” che includano almeno un’area portuale compresa nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T),
– decreto-legge n. 77/2021 e s.m.i. (art. 57) che prevede la riorganizzazione del sistema.

Quali sono le aree delle regioni che possono ospitare le Zone Economiche Speciali?

Le aree delle regioni che possono ospitarle sono quelle individuate dalla normativa europea come “meno sviluppate” ed “in transizione”, che includono almeno un’area portuale compresa nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).

Quali sono i benefici per le imprese che investono in una ZES?

Le imprese operanti in questi territori beneficiano di speciali condizioni favorevoli. In particolare, possono usufruire di procedure semplificate e regimi procedimentali speciali, nonché di agevolazioni fiscali come il credito d’imposta ZES.

Quali sono le problematiche delle Z.E.S.?

Le problematiche delle Zone Economiche Speciali possono essere molteplici e dipendono dalle specifiche circostanze locali. Tuttavia, alcune delle criticità più comuni delle ZES possono includere la mancanza di coordinamento tra le diverse autorità locali coinvolte nella loro istituzione e gestione, la mancanza di infrastrutture e servizi adeguati, la difficoltà nel reperire investimenti e finanziamenti, nonché la mancanza di un’adeguata formazione professionale e di un sistema di ricerca e sviluppo a supporto dell’innovazione tecnologica.

Quale può essere lo strumento finanziario ideale per un investimento in ZES?

Lo strumento finanziario ideale, considerata l’entità degli investimenti nelle ZES, è il minibond o uno strumento ibrido equity/debt che possa sostenere l’importanza delle risorse richieste

Pasquale Stefanizzi
Pasquale Stefanizzi

Esperto in Rapporti
Banca-Impresa & Crowdfunding

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