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Finalmente ci siamo, i minibond garantiti dalla Regione Puglia sono una certezza! Ne avevamo diffusamente parlato nell’articolo Minibond in 5 punti per spiegare cosa sono e a cosa servono. Avevamo dato l’anticipazione per cui la Regione Puglia stava sperimentando l’ipotesi di garantirne un’emissione… Alla pagina “Scheda Fondo Minibond 2014-2020” si trova ogni dettaglio!

Mi fa piacere, da pugliese, sapere che una sperimentazione in materia di finanza innovativa ed alternativa si stia facendo proprio nella regione in cui vivo! C’è da riconoscere che la Regione Puglia è stata sempre avanti in materia di innovazioni finanziarie ma questa volta ha superato se stessa. Andiamo nei dettagli dell’operazione…

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Condizioni per l’emissione dei minibond garantiti dalla Regione Puglia

A mio parere questa volta la Regione Puglia si è tenuta “larga” nel senso che ha ristretto abbastanza le maglie dell’ipotizzabilità dell’operazione per demandarla immediatamente alle imprese con scarsi problemi finanziari (quelle tendenzialmente che presso il sistema bancario hanno pochi problemi di interlocuzione) e con buone marginalità economiche. Nello specifico affinché le imprese possano offrire la manifestazione di interesse dovranno rispettare alcuni parametri di bilancio (ultimo approvato):

  • società di capitali nonché società cooperative a responsabilità limitata e per azioni, diverse dalle banche,
  • PMI, ai sensi della Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE del 6.5.2003, alla data di presentazione della domanda di candidatura alla Call, con l’esclusione delle microimprese,
  • Società aventi sede operativa nella regione Puglia alla data di pubblicazione della Call,
  • Imprese che non abbiano azioni quotate in borsa e che non siano Imprese in Difficoltà,
  • Fatturato minimo (ultimo bilancio approvato): € 5.000.000,
  • EBITDA (ultimo bilancio approvato) in percentuale sul fatturato è >= 4%,
  • Posizione Finanziaria Netta (NFP)/EBITDA <5 (ultimo bilancio approvato),
  • Posizione Finanziaria Netta (NFP)/Equity <3,5 (ultimo bilancio approvato).

Da una prima indagine su una banca dati ne conto poco più di 800 buona parte delle quali concentrate nella provincia di Bari (ma questo dato è quasi scontato). Ho letto nomi noti e tanti altri ignoti, ci sarà da capire se saranno sufficientemente strutturate al loro interno per procedere con un’operazione che potrebbe dare tanto fiato finanziario ma che dovrà essere soppesata abbastanza bene in ogni aspetto, non ultimo organizzativo!

Se doveste avere difficoltà nel calcolo dei predetti indicatori allora collegatevi al link: http://bit.ly/327nsPT dove troverete la scheda dell’intervento con indicazione del calcolo di ciascun indicatore.

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Esempio calcolo indicatori

Per semplificarvi la vita, facciamo un esempio, prendendo dei dati veri di un’azienda comparsa tra nell’elenco ottenuto dalla banca dati:

Ricavi delle vendite
migl EUR
Ultimo anno disp.
EBITDA
migl EUR
2018
EBITDA/Vendite (%) 2018 – EBITDA (ultimo bilancio approvato) in percentuale sul fatturato è >= 4% Posizione finanziaria netta
migl EUR
2018
Posizione Finanziaria Netta (NFP)/EBITDA <5 (ultimo bilancio approvato) TOTALE PATRIMONIO NETTO
migl EUR
2018
Posizione Finanziaria Netta (NFP)/Equity <3,5 (ultimo bilancio approvato)
109.756 18.576 16,92% 10.136 0,54567 12.555 0,80736

E’ evidente che parliamo di una media impresa con un fatturato importante e con una marginalità di tutto rispetto, fiore all’occhiello della Puglia. Purtroppo però non tutte le imprese si trovano in questa condizione ma soprattutto aspettiamo nuove forme di incentivazione finanziaria indirizzate alle imprese di più piccola dimensione, con andamenti altalenanti, con situazioni finanziarie un pò rischiose, con rapporto di indebitamento elevato e scarsa patrimonializzazione… Insomma in linea con il maggior numero delle imprese pugliesi! E’ evidente e condivido l’ipotesi di partire dal meglio, al fine di sperimentare il prodotto e rodare l’accessibilità a strumenti di disintermediazione bancaria anche perché i costi dell’emissione non saranno banali e sicuramente non saranno economicamente sostenibili da parte delle imprese pugliesi di minore dimensione.

A mio parere è un’ottima opportunità, da cogliere al volo anche per dimostrare che si può fare innovazione finanziaria anche in Puglia!

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