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    sabato 23 settembre 2017

    Regime forfettario

    Regime forfettario: le verità nascoste!

    Il regime forfettario è quel modello fiscale, per possessori di p.iva, che consente di ottenere delle agevolazioni fiscali qualora si verificano determinate condizioni.
    Le condizioni che devono verificarsi sono:
    1. ricavi inferiori a determinati limiti, 
    2. spese per personale (lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, anche assunti per l’esecuzione di specifici progetti) inferiori a € 5.000, lordi, 
    3. beni strumentali, al lordo degli ammortamenti, di valore inferiore, alla data di chiusura dell’esercizio, gli € 20.000. 
    Ci sono un pò di cause di esclusione dal regime forfettario ma, per questo post, non ci interessano, per questo vi rimando alla pagina ufficiale del regime forfettario dell’agenzia delle entrate.

    Regime forfettario: beneficio fiscale e semplificazioni

    Tornando al beneficio del regime forfettario, esso consiste nell’applicazione di un’imposta secca pari al 15% al reddito imponibile. Questa % va a sostituire ogni imposta sui redditi, le addizionali regionali e comunali e l’IRAP. Sin qui nessun dubbio sulla potenzialità…
    Prima di passare alle riflessioni, per essere giusti e coerenti, specifichiamo che chi adotta il regime forfettario ha anche semplificazioni, quali:
    1. non addebitano l’Iva in fattura ai propri clienti e non detraggono l’iva sugli acquisti, 
    2. non liquidano l’imposta, non la versano, non sono obbligati a presentare la dichiarazione e la comunicazione annuale Iva, 
    3. non comunicano all’Agenzia delle entrate le operazioni rilevanti ai fini Iva (cd. spesometro) né quelle effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list,
    4. non redigono i registri dei corrispettivi, delle fatture emesse e di quelle ricevute; non si hanno obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, 
    5. non applicano gli studi di settore e i parametri (sebbene siano tenuti a fornire, nella dichiarazione dei redditi, alcune informazioni relative all’attività svolta),
    6. non operano le ritenute alla fonte (pur essendo obbligati a indicare in dichiarazione il codice fiscale del soggetto a cui sono stati corrisposti emolumenti), non subiscono le ritenute, in ragione dell’esiguità della misura dell’imposta sostitutiva.

    Determinazione del reddito imponibile

    Tornando al reddito imponibile, vi è da sottolineare che chi adotta il regime agevolato individua il suo reddito imponibile in modo semplice… ci mette tutto, non esclude niente perché ai fini della sua individuazione:
    • non assumono alcuna rilevanza le spese sostenute nel periodo, siano esse inerenti o meno all’attività svolta dal contribuente,
    • l’unica spesa che può essere portata in deduzione è l’ammontare dei contributi previdenziali versati in ottemperanza alle disposizioni di legge,
    • il computo dei ricavi avviene secondo il principio di cassa, assumono rilevanza i ricavi o compensi effettivamente incassati nel corso del periodo d’imposta.

    Calcolo del reddito netto, con un esempio... le verità nascoste!


    Per banalizzare il problema facciamo un esempio di calcolo del reddito netto derivante dall’applicazione del modello di regime forfettario di un professionista non iscritto ad albo (freelance) che:
    1. appartenga alla categoria “Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi con codice Ateco 64 - 65 - 66 - 69 - 70 - 71 - 72 -73 - 74 - 75 - 85 - 86 - 87 – 88, per i quali è appunto previsto un limite di fatturato di € 30.000 euro e un coefficente di redditività del 78%, 
    2. è iscritto alla gestione separata inps, con aliquota al 25,72%
    3. emette fatture per un ammontare medio di € 500 (si ricorderà che per ogni fattura si paga € 2 euro, come imposta di bollo su fatture emesse con importo superiore a € 77,47 euro).
    Vediamo quanto gli rimane netto al mese a questo povero cristo:
    • 30.000*(1-78%)= € 6.600 potenziali costi deducibili dal reddito imponibile (costi che non sono solo “potenziali” perché le spese ci sono… e come!) 
    • 23.400*25,72%= € 6.018 contributi in gestione separata 
    • 30.000/500*€2= € 120 totale costo per imposte di bollo
    • 30.000-6.018-6.600= 17.382*15%= 2.607 imposte
    Guadagno netto dall’attività di lavoro: 30.000-6018-6.600-2.607-120=14.658/12 mesi= 1.221 €/mese!!!
    Bene… amici miei che vi sbattete tutto l’anno (ferragosto, natale, capodanno, pasqua e pasquetta, sabato e domenica, per 18 ore al giorno, ecc….) sappiate che dopo aver generato € 30.000 in 1 anno e, quindi, € 2.500 al mese… il nostro caro Stato, in modo forfettario, ci darà la possibilità di vivere con 1.221 € al mese… senza chiaramente contare che se doveste rimanere coinvolti in un incidente domestico… nessuno vi pagherà, non potrete inviare ad alcuno (se non a voi stessi) un certificato medico, né avrete sussidi qualora i clienti li doveste perdere!!!

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